| Buongiorno notte |
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Chi scrive è un’assistente di volo di Alitalia o di quel che resta, ho 41 anni di età e un’anzianità di servizio di vent’ anni lavorativi. Il mio Cud dei redditi 2007 ammonta a 15.902,24 euro, a fronte di un contratto di impiego a part time. Ho pensato alcune cose come queste: Si tende a far passare l’idea che la protesta degli assistenti di volo riguardi principalmente il tema dei sacrifici economici e l’ostinazione a non voler mollare il favoloso mondo di privilegi nel quale abbiamo sguazzato per tanti anni L’ angoscia peggiore riguarda invece il fatto che non si riesce ad immaginare un futuro sostenibile per questa professione così come si vuole configurarla. La proposta di contratto Cai per quanto riguarda gli assistenti di volo preoccupa innanzitutto per l’assoluta incertezza rispetto alla riassunzione: la nuova società si riserva la facoltà di riselezionare la totalità del personale, secondo criteri non noti. Al secondo posto di preoccupazione c’è la possibilità per ciascuno di noi di essere chiamato/a ad operare da una sede diversa da quella attuale di Roma Fiumicino come previsto dal piano di riassetto su multibasi operative. Naturalmente Cai ci rassicura scrivendo che tutto questo avverrà a fronte di un indennizzo pari a 10-15 giorni di “trattamento di missione” ancorché da stabilire e con l’accollo delle spese di viaggio e trasloco da parte della compagnia. E’ come, immaginatevi, se ognuno di voi venisse improvvisamente catapultato con moglie o marito e figli in un’altra città, a 40 o 50 anni a riorganizzarsi una vita, a partire da un indennizzo e con un lavoro che si delinea sempre più come un bruto scambio di forza lavoro contro salario. Ma la cosa più incredibile proposta dal piano Cai che fa pensare più a un sequestro di persona che ad un’offerta di lavoro è l’introduzione dei riposi ballerini. Attualmente un assistente di volo gode ogni mese di un determinato numero di riposi che corrispondono in pratica alla somma delle domeniche e dei festivi di un normale lavoratore e comunque stabilite dai competenti organi ministeriali; ebbene questi riposi, già calcolati dal vecchio contratto come i minimi necessari, diventerebbero nella nuova realtà Cai dei riposi mobilizzabili, durante i quali si può essere richiamati in servizio pena il licenziamento…praticamente come se ogni italiano, dico italiano e non cinese e questo è il punto, la domenica a pranzo alla prima forchettata di pastasciutta venisse riacciuffato dal suo padrone (perché di questo si tratta, non di un datore di lavoro secondo regole civili) e sollecitato a spicciarsi a tornare in servizio perché l’azienda, o chi lo paga a fine mese. ha bisogno di lui. Oltre che incostituzionale mi sembra questa norma un vergognoso attentato alla dignità del lavoratore, un precedente succulento per far passare nel nostro paese una nuova logica nelle relazioni tra datore di lavoro e dipendente, peggiore di qualsiasi incubo mai narrato dallo scrittore George Orwell ma così candidamente scritta nel nuovo contratto da lasciare sbigottiti. Ultimo ma non ultimo: il nuovo trattamento in malattia, che assorbe 1 giorno di riposo mensile ogni 3 di certificazione medica, per capirci, come se l’impiegato Fantozzi dopo aver avuto l’arroganza di rimanere a casa 5 giorni per curarsi l’influenza, dovesse, a riscatto del danno che ha causato, cedere al padrone il suo sabato e domenica successivi, così da essergli di lezione per una prossima volta e imparare ad andare a lavorare con la febbre a 39, invece di sfaticare a casa improduttivo e impunito. Altri punti del contratto sono: la riduzione delle ferie, giudicate evidentemente troppe, il ridimensionamento economico, il rimpasto dell’anzianità di servizio per le qualifiche aziendali, il licenziamento per insubordinazione ai superiori e molte altre cose come la riassunzione con periodo prova non vincolante. Mi dico a questo punto che forse Cai ha scambiato l’Italia per la Cina, gli assistenti di volo per un corpo di marines e wonder woman sempre pronti a solcare i cieli verso una nuova avventura e anche alcune delle risorse lavorative e professionali di questo paese per una massa di schiavi. Noi chiediamo nient’altro che questo: 1) fateci continuare a svolgere il nostro lavoro con dignità 2) proponete un contratto decente; potete mantenere quello attuale, per esempio, che è stato a suo tempo esaminato da Monsieur Spinetta e definito di gran lunga più vantaggioso di quello da lui concesso ai suoi dipendenti Air France 3) se proprio si vuole stracciare il contratto attualmente in operativo, che si applichi un qualsiasi contratto di standard europeo a livello delle maggiori compagnie e non si intenda “maggiori” come un sogno di grandeur ma si prenda semplicemente a modello chi del trasporto aereo ha fatto da anni un’attività che produce profitti per tutti. Mara Curetti |




