| Lettera di un ex assistente di volo |
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Cari compagni, amici, ex colleghi intanto solidarietà totale: la vostra lotta è giusta, continuatela fin che ne avrete la forza. 45 anni fa, quando ho cominciato a lavorare come steward per AZ, mi sembrava (a me, cameriere, che avevo lavato piatti sulle navi fino a poco prima) di toccare il cielo con un dito. Ma le condizioni di lavoro erano più o meno le stesse di quelle che CAI vi vuole imporre ora. Moglie, due figli piccoli, nenache una lira in tasca, ma ho imparato a lottare, a cercare la solidarietà con i miei compagni, a rischiare in prima persona: 30 giorni di sciopero a oltranza nel '64, tre anni dopo imparare gli scioperi improvvisi (a gatto selvaggio, li chiamavano) perchè ti sostituivano con gli impiegati, i picchetti duri davanti la palazzina degli uffici, la Celere schierata, con le compagne che provocatoriamente si alzavano la maglietta davanti a loro... e un sindacato (SNAV, si chiamava) apertamente di destra. E anche allora i discorsi erano gli stessi: farete fallire AZ, la stampa a vomitarci addosso insulti... Uno dopo l'altro, ci siamo conquistati i nostri diritti, siamo arrivati ad un contratto dignitoso (sempre uno dei peggiori in Europa). Ora ripartite daccapo, voi e tutto il mondo del lavoro in Italia (io sono in pensione, come avrete capito). Da quel poco che posso ancora capire, tre sono le cose inaccettabili del piano CAI: 13 dei 16 voli lungo raggio partono da MXP, quando è notorio che proprio Malpensa ha contribuito ad aumentare a sproposito il deficit; appiattimento delle qualifiche: addirittura ai miei tempi le qualifiche erano: istruttore (beh, i ruffiani), commissario, R1,R2, 1° in turistica, A/V 2 botte, A/V 1 botta, allievo; 5 basi di lavoro sparse per l'Italia. A questi banditi (perchè avete detto bene: banditi sono) non gliene frega proprio niente di rilanciare AZ. Voi, colleghi, compagni, arrivati a questo punto, non avete proprio niente da perdere: scendete e sedetevi per terra. Dino Mosca, assistente di volo dal '63 al '74 |




