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Lettera di Silvana

Gentili colleghi vi voglio inviare a seguire, per conoscenza, lettera scritta ad Augias il 9/sept u.s. nel momento in cui è iniziata la gogna mediatica sui nostri presunti " privilegi".

Non mi risulta che queste od altre lettere inviate da noi naviganti ad Augias(o ad altri giornalisti) , che è sempre attento ...in genere ai problemi dei lavoratori, sia mai stata pubblicata nella sua rubrica, ( correggetemi se sbaglio).

Questo per sottolineare che molti di noi hanno tentato di far sentire la propria voce che in molti casi è stata ignorata, volutamente sottovalutata, strumentalizzata quando non usata apertamente per metterci in cattiva luce davanti all'opinione pubblica o addirittura gli uni contro gli altri , dai media (con rarissime eccezioni).

La nostra comunicazione non è stata efficace, le cause sono state molte, ma gran gioco ha avuto il ruolo delle interviste televisive che in molti casi venivano sistematicamente manipolate: si estrapolava una frase, a volte una banalità insignificante o una corda al collo per far passare una immagine di un certo tipo e comunque mai esaustiva della complessità della nostra vita e delle ragioni della nostra protesta.

Queste motivazioni non sono quasi mai trapelate, nemmeno nelle trasmissioni televisive, se non tra le righe, e ben poco è stato recepito dai "non addetti ai lavori". Mi vien da dire oggi: "forse perchè non interessava veramente a nessuno che ciò avvenisse"?

Grazie e buon lavoro. A presto. Silvana A/V


La lettera:

Gentile Augias, le scrivo questa lettera per riflettere brevemente con lei sulla vita degli assistenti di volo. In questo periodo di caccia alle streghe nel settore aereo, i media fanno un gran parlare dei privilegi (stipendi, macchine private ecc...)del personale navigante ma si fatica a prendere atto e ben poco si dice riguardo la tipologia di vita condotta da questa categoria e che giustifica la differenza con gli stipendi di altri lavori più o meno "normali".

Perchè il lavoro del navigante dovrebbe essere equiparato a lavori "normali" se pressochè tutto testimonia una differenza sostanziale con altri tipi di attività? Vorrei cominciare parlando della riserva: chi sa che cos'è la riserva del personale navigante? E' un periodo in cui il navigante (assistenti di volo e piloti) si vedono messi a totale disposizione dell'azienda che li può impiegare e far partire (anche per alcuni giorni) in qualsiasi momento della giornata e questo si può verificare in diversi periodi dell'anno senza alcun preavviso o un minimo di programmazione.

Sabato, domenica, natale, pasqua, compleanno dei figli, ferie con i propri congiunti, problematiche familiari ?Può capitare di essere in volo o via da casa per giorni in queste o altre occasioni importanti in cui sarebbe bello e a volte necessario esserci. Le macchine private? In molti casi sono giustificate per la puntualità del personale in partenza poi dalla mancanza cronica di posteggi vicino all'aerostazione ((che si preferisce far fruttare a pagamento) infine, non ultimo, "per sicurezza", infatti chi arriva da voli di lungo raggio, dopo una notte in bianco, potrebbe essere un pericolo per sè e per gli altri sulle strade.(Fra l'altro contribuiamo anche noi a pagare questo servizio). Indennità volo garantita? Non dimentichiamoci che esiste il rischio aeronautico.

Stress fisico? I naviganti mangiano e dormono agli orari canonici, solo se è previsto dal turno mensile, altrimenti rimandano, il loro corpo è sottoposto a radiazioni ionizzanti e a rischio malattie cardiocircolatorie e problemi uditivi per la pressurizzazione degli aerei ,inoltre subisce continue variazioni climatiche e di idratazione.

Stress psichico? "L'ambiente aereo" è un microcosmo a sè e si deve essere pronti ad affrontare qualsiasi emergenza e necessità immediatamente con pochi e a volte limitati mezzi , a vivere anche per ore a stretto contatto con centinaia di persone, pochi a disposizione di molti, senza la più minima privacy , ad assistere con gentilezza e cortesia le persone e a farsi carico delle loro più svariate richieste sempre tentando di soddisfarle. Per fare i naviganti in definitiva ci vuole grande passione per il volo, energia psichica e soprattutto un "fisico bestiale".

Chi dopo questo racconto è disposto a volare per mestiere? alzi la mano ! Battute a parte spero che si rifletta in toto su questa attività e che non si getti solo fumo negli occhi degli italiani facendo leva sui privilegi e su quello che fa comodo per poter poi indisturbati decurtare gli stipendi e aumentare la produttività ad oltranza.

Grazie per la cortese attenzione.

A/V Silvana